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| Proposte del Circolo "Ernesto Che Guevara" del Partito della Rifondazione Comunista al Preliminare del Piano Strutturale Comunale |
Una forte azione pubblica nel governo del territorio è uno degli impegni che ha sempre caratterizzato i nostri programmi e quelli delle coalizioni che hanno visto la nostra presenza.
Anche oggi non ci sottraiamo alle nostre responsabilità, come forza politica, per contribuire a migliorare le condizioni di sviluppo del nostro Comune.
Prioritariamente esprimiamo la nostra protesta per la scarso coinvolgimento da parte dell’Amministrazione Comunale dei cittadini singoli o associati nelle fasi di redazione e formazione del Piano fin qui eseguita.
In merito al documento Preliminare rileviamo le seguenti osservazioni di carattere generale che sottoponiamo alla discussione e che per altro sono state già presentate in Consiglio Comunale il 30.01.2008 ed ad oggi non recepite.
Considerato che è stata utilizzata per la perimetrazione delle aree una carta tecnica di proprietà comunale, innanzitutto chiediamo se si è proceduto ad una verifica di confrontabilità geografica con la Carta tecnica regionale, per come previsto dalle linee guida della Legge Urbanistica Regionale, anche al fine di rendere possibile l’interscambio con gli enti sovraordinati ed i comuni contermini.
Brevemente esprimiamo alcuni rilievi sui quali invitiamo tutti ad una più attenta lettura.
Per quanto riguarda le Aree di espansione:
- Le scelte che hanno condotto l’A.C. attiva ad individuare nuove aree urbanizzabili, per circa 1.300.000 mq, sulla base di una previsione di incremento demografico, in contrasto con la sostanziale stabilità del popolazione residente che negli ultimi tempi addirittura tende a diminuire, non possono che essere il presupposto di un irrazionale impulso all’attività edificatoria ed inutilmente cementificante che si potrebbero appalesare come soddisfanti altre esigenze (promesse in campagna elettorale, introiti per le casse comunali da destinare alla spesa corrente,ecc.).
- Per le reali esigenze del fabbisogno abitativo, perché non si tiene conto del patrimonio edilizio esistente da recuperare attraverso interventi di riqualificazione? Sarebbe auspicabile attivare forme di partecipazione che promuovono la cultura del recupero e della valorizzazione del nostro patrimonio storico architettonico, attraverso l’attivazione di “laboratori” di progettazione e di riuso dove i cittadini, le imprese e le maestranze possano migliorare le “vecchie” tecniche costruttive ed il modo di intervenire.
-Il vecchio Programma di Fabbricazione individuava delle aree di espansione che non sono state riconfermate nel preliminare. La cosa sembra strana in quanto non è normale che le zone urbanistiche vengano declassate da edificabile ad agricola
( pensiamo al danno che possano subire i cittadini che hanno pagato l’ICI e che ora si trovano proprietari di terreni che non hanno più lo stesso valore). Ci sembra quantomeno opportuno che venisse chiaramente spiegato perché aree ritenute valide all’edificazione fino ad ora (Loc. Bosco e Scorpo) in questo preliminare non lo sono più.
- Alcune aree omogenee dal punto di vista geo-morfologico (Scorpo,Pratora centro) sono soggette a destinazioni diverse. Non sarebbe opportuno non considerare le proprietà immobiliari rispetto alla previsione del piano?
- Nell’individuazione di nuove aree di espansione discontinue al tessuto urbano esistente, quali per esempio quelle di loc. Scannasino, non si dovrebbero tenere in considerazione i nuovi costi che graveranno sulla comunità per la realizzazione delle opere di urbanizzazione?
Osserviamo ancora che:
- Aree residenziali di nuova edificazione (C1) ed area destinate ad attrezzature e servizi pubblici (F3) ricadono in zone di rischio e di pericolo PAI. (campo sportivo di Pratora);
- L’allungamento della zona B in località “Ferrito” comporta una evidente disformità urbanistica in quanto attraversa due aree di nuova espansione; sarebbe opportuno ricondurre alla medesima destinazione edificatoria;
- La perimetrazione dell’area di rispetto cimiteriale di Tiriolo centro, è palesemente ridimensionata rispetto a quella del cimitero di Pratora e ciò crea quantomeno una ”strana” difformità giuridica di vincolo.
- Il Piano in itinere non individua le aree, da sottoporre a speciale misura di conservazione, destinate ad ospitare la popolazione, i soccorritori e le risorse, al verificarsi di un evento calamitoso (art. 20 legge regionale 19/2002). Esiste una netta discordanza tra il Piano di Protezione civile comunale e il redigendo PSC. Inoltre sono state incluse come nuove zone di espansione C2, aree percorse dal fuoco.
Archeologia
Tra le aree già sottoposte a vincolo archeologico oltre a quelle già previste è opportuno inserire anche “Timpone Vala” (per la probabile presenza di una necropoli) nonché Castel S. Angelo.Un cambio di destinazione sarebbe opportuno per l’ex campo sportivo, da zona F1 ad area archeologica anche perche contigua all’Antiquarium Comunale e all’area archeologica di Gianmartino.
Patrimonio agro-forestale
- Ci sembrerebbe appropriato inserire tra le aree strategiche, una nuova area titolata:
“Il paesaggio agrario - conservazione e valorizzazione delle aree olivetate”, considerato che tali superfici interessano un terzo dell’intero territorio e, sicuramente, possono rappresentare un volano per l’economia locale.
Viabilità
Nel contesto dell’ammodernamento viario che riguarda l’ex SS 19, la relazione tecnica prevede la realizzazione di una arteria che consente lo scavalcamento ad ovest del centro storico, l’infrastruttura non è riportata in cartografia. Il piano dovrebbe prevedere invece la costruzione di una strada alternativa tra Marcellinara e Tiriolo (da Garino di Marcellinara a Campo Monaci) che continui fino a località “Fondaco”, risolvendo così i problemi di traffico pesante e di eventuali interruzioni nel centro urbano.
Per quanto riguarda l’aspetto viario della parte meridionale del territorio proponiamo di escludere la realizzazione della strada di Piano individuata nella “variante del preliminare” lungo l’alveo del fiume Corace (che è area di attenzione PAI R4) con allacciamento sulla SS 280. Si dovrebbe invece valorizzare la strada comunale che dal cimitero di S. Giovanni (Pratora) sbocca sulla complanare alla SS 280, ciò al fine di consentire una più agevole accessibilità per il centro urbano di Pratora.
In conclusione riteniamo che il Piano Strutturale Comunale prevede una eccessiva urbanizzazione rispetto alle reali aspettative di sviluppo, considerato che da quasi quarant’anni la popolazione è stabilizzata intorno ai 4.000 abitanti e già il precedente Programma di Fabbricazione era sovradimensionato, per cui un ulteriore aumento della cubatura e della cementificazione non sarebbe ecosostenibile.
Va usato con estrema razionalità il Nostro territorio per questo la proposta della strada San Giovanni-Crucoli si presenta come una risorsa indispensabile per “legare” il territorio di Tiriolo centro alle frazioni e il tutto all’area polifunzionale di Germaneto. Per inciso con questa arteria Germaneto è raggiungibile in meno di 10 minuti! L’area di Sarrottino potrà svolgere la funzione di cerniera capace di legare le aree di Lamezia-Catanzaro con le aree interne.
Un giusto ridimensionamento dell’espansione significa anche una necessaria valorizzazione e riuso dei centri storici di Tiriolo e di Pratora con conseguente risparmio di territorio e rilancio del settore produttivo dell’edilizia di qualità. |